giovedì 14 luglio 2011

Onorio e le sue torri



E' arrivata l'estate. 
Ma nessuna delle mie ragazze accenna a mollare il colpo. 
Speravo mi portassero al mare, ma siamo al 14 luglio e neanche Nonna Bianca accenna a trasferirsi. Piuttosto le monitora e le richiama all'ordine se mancano in laboratorio per più di due giorni.
La Vegetariana è stata trasferita dal centro del feudo alla periferia del quadrante sud, di vedetta al terzo torrino: fa un po' di fatica a venire nel quadrante nord. 
La Bionda ha iniziato i mesi caldi dei cantieri, e quando arriva da me si regge a malapena in piedi. Finora era di pattuglia in una zona mitteleuropea (corso trieste).



La Pittrice invece, dopo un mese e mezzo di mostre, in giro per l'Italia,  ha poggiato il pennello per presidiare la zona di Montesacro: tesse una fitta rete di rapporti, offrendo un ambiente conviviale e confortevole, in un chioschetto alle spalle della torre di avvistamento dei vigili urbani. 



Come in ogni estate, si elaborano modelli nuovi di borse. La Bionda lavora con fondi rigidi, la Vegetariana cugna le curve (operazione di alta ingegneria tessile). Stanno cercando di mettere a punto i prototipi, da studiare con le sartine, e preparare l'ingresso della ZIP nel favoloso mondo Sfridos.




Si gettano le fondamenta, e le Sfridos si reggono da sole: svettano come torri nel panorama delle borse artigianali!

lunedì 23 maggio 2011

è sempre un onore

Il lavoro nelle due sedi prosegue febbrile. 
Le mie ragazze non si sono demoralizzate e stanno cercando di raccogliere i fondi per le mie cure.
La vegetariana e la bionda si barcamenano fra banchetti e ricerca di collaboratori. Hanno trovato due sarte con delle macchine potentissime, che dovrebbero velocizzare la produzione delle borse. Per ora si stanno solo concentrando tantissimo per razionalizzare quei procedimenti che loro facevano meticolosamente (riprendendo le misure settanta volte, mi permetto di dire io...). 
Non le ho mai viste così provate, neanche sotto mostra. Sono arrivate a fare i cartamodelli con i cartoni delle scatole del trasloco, per andare incontro al volere delle sartine...
La pittrice invece sta preparando varie mostre. E non solo di quadri. Finalmente esporrà anche dei disegni montati su tavola. Ne vado molto fiero.
La prima delle mostre della stagione si è inaugurata lo scorso venerdì, al caffè letterario, in Via Ostiense 83: una lunga rampa, piena di quadri, della pittrice e di Ferdi.
Nei giorni passati io e la bionda abbiamo accompagnato la pittrice a scannerizzare i disegni e i quadri da Flavio, a Motesacro. Tutti tranne uno, quello che stava finendo, e che non riusciva a smettere di dipingere per quanto le piaceva. Alla fine l'ha portato alla mostra senza neanche fotografarlo.
All'inaugurazione c'erano tutte le mie ragazze, con amici vari, e con un fantastico concerto di due fricchettoni rasta di cinquan'anni che suonavano Bob Marley.
Insomma la faccio breve, la mattina dopo l'inaugurazione, Ferdi chiama la pittrice e le dice: "brava! hai venduto un quadro?" e lei: "no." 
"come no? qui non c'è più il quadro del bambino con gli occhioni".
La pittrice inizia a piangere, con Ori che cerca di consolarla, ma nulla. Nulla sembrava poterla sollevare.
Nulla tranne la sua gallerista "ma vedi, è un fatto positivo! io lascio sempre la galleria aperta e i quadri dei famosi non se li ruba mai nessuno. Invece il tuo l'hanno preso subito! è un buon segno!"
Ma non era ancora abbastanza. La pittrice ha chiamato amici e colleghi per avvertire del funesto evento.
La notizia fa il giro dell'ambiente, tanto che Linda, amica pittrice la chiama entusiasta "Cara! che bello! io ci pensavo sempre! Magari rubassero un mio quadro! Mi dicevo -pensa quando fra anni, ruberanno un mio quadro! è un onore!- Cara! è sempre un onore!".

venerdì 22 aprile 2011

dove c'è lavoro non c'è ordine

                  


Le ragazze hanno consegnato le chiavi del locale di viale Gottardo, assistite dalla mamma della pittrice, che è avvocato. 
Quando sono arrivate hanno trovato un dono del ladro di tulipani: una confezione di pennelli! Questa sorpresa ha reso meno triste la cerimonia di consegna. Anzi, il tutto si è svolto in un clima disteso.
Nei giorni a seguire ci siamo molto interrogati su chi ci avesse compiuto quel gesto così appropriato e perfetto... rimarrà uno dei più deliziosi misteri di quel posto...


                    


Nel frattempo a via Pezzana sono fioriti tutti i tulipani neri: eleganti e meravigliosi. di quelli bianchi invece non c'è traccia. come non averli mai piantati...

             

La bionda e la pittrice hanno attrezzato la sala-laboratorio togliendo vecchi quadri e sostituendo l'arredo con i mobili decorati da loro. I materiali sono di nuovo accessibili. Ora manca da risolvere solo la questione dei piani di lavoro. 
A via Flaminia Vecchia invece funziona già tutto a pieno regime. La vegetariana e la bionda sono controllate dalla Nonna Bianca e da Bridget, che passano ogni tot a verificare che il lavoro proceda a dovere.

                                                

  L'altro giorno la bionda era preoccupata di aver fatto troppa confusione, stava componendo una nuova borsa, particolare rispetto alle altre, con molti pezzetti di stoffa molto più piccoli del solito. Aveva quattro pezze di stoffa aggrovigliate sulle ginocchia e sfridi ovunque sul tavolo, accanto la tavola da stiro con altre pezze. 

                                                     


Passa Nonna Bianca e la bionda chiede "troppa confusione nonna?" e lei "no no, dove c'è lavoro non c'è ordine. Non ti fidare delle persone troppo ordinate"
ah! la vera saggezza!

                                  



martedì 12 aprile 2011

pennellate di novità

Come Benetton, Zara, Tad, Armani, anche io ora ho due sedi. Onorio decorazione in via Pezzana 23, e Onorio sfridos in via Flamina Vecchia 785.
Mi hanno detto "per questioni di ordine", come se fossero in grado di essere ordinate...
La pittrice e la bionda lavorano alla parte decorativo-pittorica ai parioli, mentre la vegetariana, i pesci e la bionda si sono posizionati al flemming. Questo per i materiali... poi di fatto si sa, che le mie ragazze sono come le forbici: si raggruppano sempre!



Qualche mobile è finito a casa di Tommy Effef, uno è stato adottato da Francesca, che ancora non lo sa, e un paio sono dalla pittrice, uno, in particolare, è nel suo garage... come gran parte del materiale. 



Ieri la bionda è passata per caricare un cantiere, e cercava i pennelli. Ma i pennelli non si trovavano. In casa non c'erano. In balcone solo i tulipani. All'ingresso niente. In cantina... niente. In garage... cumuli di cose, ma dei pennelli nessuna traccia.



Ma la bionda era calmissima. Zen direi. Continuava a dire alla pittrice di fare mente locale invece di andare nel panico e girare per casa a vuoto. Dopo una serie di telefonate, la pittrice è andata a piangere in garage. 
Ma: è rientrata con la cesta di pennelli in braccio. Li aveva messi un un baule. 
Ho temuto seriamente per i loro nervi. Il furto dei tulipani l'hanno superato, ma non credo avrebbero fatto altrettanto con quello dei pennelli...





venerdì 1 aprile 2011

Onorio in convalescenza

La prossima settimana inizia la mia convalescenza. La pittrice ospiterà me, le altre due ragazze, i mobili, i quadri, le cornici, le borse, le stoffe e tutti gli amici che vorranno prendere un tè. Onorio se ne va ai Parioli. Mica male per un laboratorio di periferia!
Sono fioriti i tulipani.
Sono fioriti anche gli alberi di Giuda per tutto il viale. E' tutto meravigliosamente fucsia: il colore dell'estate!
Ho bisogno di riposare un po'.

mercoledì 23 marzo 2011

RUBARE I TULIPANI NON PORTA FORTUNA. NO NO.

E' un periodo molto duro. Il dottore ha sentenziato che per rallentare i sintomi della mia vecchiaia, dovrò fare un intervento consolidativo. Non si sa se sopravviverò all'operazione, che è lunga e io sono debole.
Le mie ragazze stanno cercando cure alternative. Una buona proposta mi sembra quella del trapianto. Tocca trapiantare me in un'altra entità. Hanno parlato con un santone messicano, e pare che portandomi lì si potrebbe risolvere il problema.
La pittrice intanto è andata a prendere una cura placebo nel Kurdistan turco.
Nel frattempo anche gli amici del quartiere si stanno muovendo per trovare dei donatori.
La bionda ha portato da Amsterdam dei fiori miracolosi, che una volta essiccati sono di grande aiuto nella terapia del dolore. Ma purtroppo qualcuno li ruba appena sbocciati e io non faccio a tempo a godere dei benefici.


Con le ragazze abbiamo studiato una cartellonistica difensiva, che per il momento non porta grandi risultati, a parte la crescente solidarietà degli abitanti di viale Gottardo.




La vegetariana e la bionda stanno raccogliendo fondi per l'espatrio in Messico con la vendita di una nuova collezione (http://www.facebook.com/pages/Sfridos/198767170150220).
La pittrice invece, per il medesimo scopo, farà una mostra ispirata al viaggio curdo.
"...il vento soffia la sua armonica, che voglia di piangere ho..."

martedì 1 marzo 2011


Due anni con le mie ragazze.
Due anni fa le piccoline entravano a fare i lavori. Imbiancavano, stuccavano. Stuccavano una crepa.... Staccavano il condizionatore rotto, facevano patine, compravano tovaglie per coprire le scrivanie da ufficio, e mi cambiavano faccia. Col tempo hanno messo le tendine, mi hanno arredato con mobili decorati da loro, con quadri, borse, cornici, fiori, animali. 





Nel tempo mi hanno presentato ai loro amici più cari e abbiamo conosciuto nuovi amici insieme. Le ho viste innamorarsi, amare, piangere e rifiorire.
Servire tè con un rituale tutto loro.
E accogliere.
E ascoltare.

Onoriato di essere stato parte di tutto ciò.

mercoledì 23 febbraio 2011

sto invecchiando


Una ruga solca le mie pareti, ogni giorno si approfondisce. Le ragazze la guardano con immenso amore, come fosse il segno lampante del mio fascino magnetico.
Gli altri invece, ogni volta che la notano fanno un passo indietro e mi guardano con sospetto. Consigliano loro di lasciarmi, di andare via prima del mio crollo. 
Ma insomma! Ora perché uno invecchia... si deve lasciare solo? Basta un po' di cedimento per essere emarginati?


Solo il vecchio Maestro (lui si che mi capisce), solo lui ha proposto delle cure. Ha detto alla bionda di sentire un paio di dottori, per vedere cosa si può fare per la mia ruga e per le mie ossa inumidite. 
Così lei ha chiamato l'ingegnere dei castelli (lei punta sempre ai castelli) e gli ha chiesto di fare una visita. Oh, se cura i castelli, che di rughe ne hanno ben di più... con un laboratorio di periferia farà miracoli!
L'ingegnere ha detto che durante la visita dovrà capire se mettere una putrella, dove cerchiare un pilastro, e poi quotare. 



La bionda gli ha detto che la putrella non serve, ma lei, da sarta, ci metterebbe "do' ponti e tocca, se 'a po' areccopojà".

giovedì 3 febbraio 2011

regola numero due: mai sottovalutare un acquario

La vegetariana è rientrata alla base. Dalla settimana scorsa ha ricominciato a varcare la mia soglia con regolarità. 
Ovviamente la prima cosa che ha fatto è stata cambiare l'acqua ai pesci. Mentre faceva su e giù col bagno sgocciolando acqua calda, chiedeva preoccupata alla bionda il perché i sassi dell'acquario si fossero "sporcati": "ci sarà un fungo? dovremo cambiare i filtri? non funziona il ricircolo?".


La bionda dapprima ha tagliato corto, poi nei giorni a seguire ha notato che effettivamente non solo Waro era pezzato, ma lo erano anche tutti i sassi (appena ripuliti dalla vegetariana) e le pareti anteriori della vasca. Allora ieri sono andate a chiedere la consulenza di Marcello. 
La bionda ama molto parlare con lui, perché ha la stessa voce, lo stesso naso e le stesse labbra di Roberto. Ogni volta sta facendo qualcosa che non può lasciare, in qualche sgabuzzino del negozio di animali. 
Lei e la pittrice l'avevano consultato un mesetto fa in merito a Giovedì, sull'eventualità di prenderle un compagno. Dopo un ampio preambolo di un quarto d'ora sui pappagalli, le ha fatte desistere dall'idea, decretando invece che l'inseparabile va "contattata". Da allora Giovedì lava i piatti con la pittrice, cucina con lei, riceve gli ospiti (ma solo dopo cena) e se proprio deve essere lasciata sola, viene infilata in un guanto. 
Comunque Marcello gli uccelli non li tratta più.
Ieri invece ha ascoltato il problema delle macchie, e ha detto che deve passare da me a vedere di persona. Credo non abbia capito nulla del racconto della bionda: "perché l'aquario è come il computer. Se non parli l'aquario, non puoi capire." 
E si sa che la bionda con il computer e con l'acquario...
Comunque Marcello gli acquari non li tratta più.
Credo che ormai tratti solo figli....

sabato 29 gennaio 2011

perché rivangare il passato?


In questi giorni servo solo tisana. Almeno quando c'è la pittrice. Per la bionda di nascosto faccio un po' di tè nero... 
In torrefazione hanno preso la "tisana del buon sonno", che secondo Marcoddue è "una roba che ti sciacqua nello stomaco", ma secondo tutti gli altri è buona. La pittrice è molto agitata in questo periodo, dorme male. Pare che abbia dei tormenti lavorativi. Si fa domande sul futuro, sulle modalità di espansione del suo mercato, sui galleristi... 
Ieri ha deciso di dare una svolta alla riflessione, cercando su internet dei concorsi di pittura. Ne ha trovato uno che le sembrava congeniale. A questo punto sono sorti i problemi. Il concorso richiedeva che si presentasse una recensione breve, e che si allegasse alla domanda il curriculum vitae. La pittrice non ha un buon rapporto con l'informatica, che chiama genericamente "internet", e ha lasciato gran parte dei suoi files nel computer di Mimmo, il suo ex ragazzo, col quale conviveva fino a un anno e mezzo fa. 
La recensione è stata copiata da uno scritto della sua gallerista, ma il curriculum vitae non poteva essere trascritto in coda, andava allegato.
Allora la pittrice apre una cartella, e la chiama CV. Lei è bravissima ad aprire cartelle. A riempire cartelle. A mettere cartelle dentro cartelle. Ma stavolta...  non riesce a scriverci dentro. Comincia a cercare fra i files del suo computer ( che sono tutte foto) "qualcosa di scritto". L'unico che trova è la domanda di partecipazione a un viaggio in Kurdistan che farà a Marzo, in occasione del capodanno curdo. Decide di allegare quella. Effettivamente è scritta. Poi, affranta dalla stanchezza e dallo sconforto spegne il computer e chiama la vegetariana, considerata il guru informatico. 
Le chiede "Perché non mi fa scrivere nella cartella?".
La vegetariana molto pazientemente le spiega che la cartella è un contenitore di files, e che è sul file che dovrebbe scrivere, non nella cartella. Continua, con tono fermo e narrativo, dicendo che per comporre un file scritto c'è bisogno di un programma che si chiama Word "Lo apri Word?"
La pittrice cade dalle nuvole "Ma... in che senso?"
"Nel senso che si apre da te Word? cel'hai?"
"Dove dovrebbe essere?"
"E' acceso il tuo computer?"
"Noooooooooooo. Ora sono troppo stanca. Poi ci provo" e continua, raccontandole di aver allegato la partecipazione al viaggio in Kurdistan al posto del CV. La vegetariana sta un poco in silenzio e poi le consiglia caldamente di raccontare il tutto alla bionda.
La bionda finita la narrazione, ha ormai le lacrime agli occhi. Ma non perde il suo spirito sostenitivo: "Beh certo! Quello è un progetto! Alla fine cosa conta di più? Quello che vorrai fare! Sei una pittrice! E' importante che i pittori raccontino quello che accade nella società. Perché rivangare il passato? Il CV è passato. Pensiamo al futuro, che il presente è già tanto precario... Io allegherei anche i bozzetti per la decorazione di casa tua. Che farai se ti daranno i soldi per comprare le vernici. Certo, se non dormi perché sei agitata per il lavoro, poi sei stanca e non puoi fare la decorazione. Invece se loro ti fanno fare il concorso... E gli direi anche del corso di danze popolari che vuoi fare quest'estate. La danza è espressione corporea. E' importante che una pittrice abbia una buona espressione corporea".
Sono tutti progetti, no? Alla fine cosa conta di più nella vita di una persona, se non i suoi obbiettivi?

lunedì 24 gennaio 2011

l'avvocheto

Oggi le ragazze sono arrivate tardi, hanno pranzato dalla pittrice. 


L'altra sera c'è stata una cena a casa sua e Michelona ha portato una gigantesca mozzarella di bufala, una torta di crema, "il prosciutto tondo e quello a forma di lingua". Così li ha descritti la pittrice quando ha invitato la bionda a smaltire gli avanzi. 


Nulla di strano, pensando che fino a pochi mesi fa pensava che gli hamburgher fossero delle fette di uno strano animale fatto a salsicciotto. Ma d'altra parte a lei il prosciutto rosso non piace... le piace quello rosa.... pittori!
Verso le tre sono arrivate con un bodiccio (termine velletrano per indicare un pacchetto ripieno di cibo) destinato a Tommy, il mio vicino. 
Da quest'estate si è instaurato un sodalizio fra le mie ragazze e un giovanotto che abita al palazzo affianco, non quello arancione, quello dietro. Sì! Il palazzo della nonna dei mobili!
Era un po' che l'avevano notato. Effettivamente è un bel ragazzo. La prima a segnalarne la presenza è stata la cugina della pittrice. Così abbiamo cominciato a prendere nota degli orari di passaggio, della posizione della macchina, dell'abbigliamento e poi abbiamo fatto il gioco dei mestieri: in base ai dati raccolti ipotizziamo il mestiere del soggetto esaminato. Il caro vicino era decisamente un avvocato!
Ci sono voluti alcuni mesi prima che l'avvocato rivolgesse la parola alle tre dolci pulzelle. Il primo punto di contatto è stato con la pittrice, mente lei china cercava sotto le macchine un portabanconote del povero Mau.
Piano piano ha cominciato a salutare, e poi a chiacchierare. Nel giro di poche settimane, l'avvocato faceva la spesa con la pittrice, giocava a tennis con lei, prendeva il te da me, organizzava gite fuori porta e apriva la sua casa. Nell'arco di sei mesi è diventato parte integrante dell'organico del mio staff, tanto che ha deciso di devolvere parte dei suoi buoni pasto ad Onoris causa. In cambio ha "preteso" assistenza "ventiquattro ore su ventiquattro", e un pasto caldo ogni volta che torna dalla corsa e ha il frigo vuoto. 
Sono un suo punto di riferimento. Come lui lo è per le mie ragazze. E' venuto da me quando si è innamorato della sua insegnante di DJset, quando ha deciso delle sue vacanze, quando l'hanno assunto a tempo indeterminato. (ovviamente non è avvocato...) 



mercoledì 19 gennaio 2011

street style

Ieri sono tornate le mie ragazze. Erano un po' di giorni che mancavano... La pittrice prima è partita per Orvieto, poi ha deciso di lavorare a casa con Ori il cane del liutaio, perchè stare con me da sola le metteva tristezza. La verità è che se non mi scaldano tutti i giorni, sono molto umido, infatti la bionda si è ammalata la settimana scorsa. Nonostante avesse acceso la stufetta, nonostante avesse spostato mobili per tutto il pomeriggio, nonostante si fosse messa il poncho sopra gli altri due maglioni, era lì, alla scrivania, che dipingeva e batteva le brocchette.
La febbre l'ha tenuta a casa, e poi è partita con la vegetariana. Sono andate ad Amsterdam.


No, dico, parliamone. A distanza di un mese questa mi è andata ad Amsterdam due volte. Si, va bene, la prima era per lavoro. Si va bene, la città era così bella che andava visitata più approfonditamente. Si va bene "voglio vedere il Museo Van Gogh", ma c'è la mostra a Roma da tre mesi e non ci hanno neanche messo piede... Ok, io sarò solo un laboratorio di periferia, ma a me non me le racconti le fregnacce regazzina! 
In un laboratorio locale la vegetariana si è comprata un anello "così sfridos!", poi ha deciso di tornarci pure, stavolta a settembre.
E andiamo! c'è qualcosa che mi dovete dire? La conclusione più facile sarebbe che queste due sono diventate delle fattone, e che vanno a drogarsi in Olanda. Ma io le conosco. Quelle invece di infilarsi nei coffeshop, come i ragazzi normali, si sono battute tutti i negozietti di Jordaan.


Lo so io, lo so, che vogliono fare! Mi vogliono lasciare! Vogliono andare a vivere lì!
Ohhhh! Cel'ho pur'io i tulipani nei vasi, ce li avete messi voi! Cel'ho pur'io la carta da parati anni '70: avete tappezzato tutti i miei mobili così! Cel'ho pur'io la bicicletta: mi avete piantato Orietta in mezzo alle balle per mesi, senza mai usarla, e ora "che bella Amserdam, che si gira in bicicletta!". Alzate il culo e usatela 'sta bicicletta!


Poi il colmo è stato quello là, Marcoddue. La bionda era rientrata da cinque minuti e lui si è affacciato, ha buttato il naso dentro col suo fare inquieto e ha detto "oh, voja de lavorà saltame addosso: è una settimana che passo e non trovo mai nessuno". Oh io c'ero. I pesci c'erano. Non siamo nessuno! Comunque: la bionda ha abbassato lo sguardo, ha sorriso, e ha detto "è vero, siamo state un po' fuori". Poi lui ha continuato dicendo "ma questo modello da uomo? quando arriva?" e lei "eh, devo prima chiudere questo specchio, questa cassettiera, e poi mi ci metto. Ho pensato molto a quello che mi hai detto. Dei bulloni... le viti... Solo che quella borsa che ho fatto per te... non è un po' triste?". Lui ha alzato il suo sopracciglione col piercing e le ha detto "quella borsa non è affatto triste, è che a te manca lo street style".


Ecco. Zitto devi stare. Zitto! Quella ce la giochiamo così. A forza di cercare lo street style mi si trasferisce ad Amsterdam!

martedì 11 gennaio 2011

due minuti

"Sorge il sole nel mondo dei pesci" recita ogni giorno la bionda mentre accende la luce dell'acquario. E ogni giorno quando la luce si accende nell'acquario i pesci impazziscono.
La vegetariana ha letto le "istruzioni dell'acquario". Lei è della vergine e come tutti quelli della vergine è bravissima a leggere le istruzioni.
Sul libretto c'è scritto che la luce serve per creare l'effetto giorno, e che va accesa di giorno e spenta di notte. Così ogni mattina (tarda mattinata) viene acceso l'interruttore, ore e ore dopo l'effettivo sorgere del sole, e ogni sera, ore e ore dopo l'effettivo tramonto, viene spento. La bionda lo fa sempre all'ultimo momento, in modo sbrigativo, dicendo "tramonta il sole nel mondo dei puffi" (si, il mondo dei puffi.... lei trova una strana corrispondenza fra i puffi e il sonno...). La pittrice invece si dilunga in un cerimoniale molto più poetico, con versi nuovi per ogni sera.


Sulle istruzioni c'è anche scritto di non battere col ditino sulle pareti dell'acquario per non turbare i pesci, dato che l'acqua amplifica il rumore. Ma non viene fatta menzione alcuna per la macchina da cucire o il martello. Così nessuna si fa problemi a fare rumore al di fuori dell'acquario. Forse anche io voglio un libretto di istruzioni.
La vegetariana è sempre preoccupata della temperatura dell'acqua: ogni volta che viene comincia a fare avanti e indietro con il bagno, trasportando brocche di acqua calda da aggiungere ai pesci. Un giorno di questi servirò brodetto.
L'acquario ha preso posto sulla vecchia macchina da cucire Singer, quella della nonna della vegetariana, quella antica, che le ragazze usavano come set fotografico (www.sfridos.com). Nel cassettino dei fili ora c'è il mangime. Tre mangimi diversi. Ovviamente solo la vegetariana sa a cosa servono. Le altre due usano sempre lo stesso. Sulle istruzioni c'è scritto che i pesci devono mangiare quello che riescono a mangiare in due minuti. Così lei si è messa col cronometro a controllare quanta doveva essere la dose.
La bionda in genere prende un pizzico di mangime e comincia a dire "sbrigati sbrigati" sperando di non trovare  mai i pesci galleggiare per stenti.
Durante i giorni delle feste, c'era il grande problema della dose quotidiana. Nessuno si preoccupava che io fossi solo nel periodo più duro dell'anno... però facevano grandi dissertazioni sul fatto che i pesci non potessero stare senza cibo per più di ventiquattro ore. Così il giorno di Natale e a Santo Stefano, ho visto la bionda volare dentro di me, pizzicare alghe puzzolenti, e scappare dicendo "sbrigati sbrigati".
Poi per fortuna la vegetariana ha emesso l'oracolo del libretto delle istruzioni: i pesci possono stare anche cinque giorni senza mangiare. Così il trentuno di dicembre la bionda ha preso un bel pizzicone di alghe, ha aperto l'acquario e l'ha buttato dentro. Stavolta ha detto "fate pure con calma". Oh, quelli in due minuti avevano finito tutto....