"Sorge il sole nel mondo dei pesci" recita ogni giorno la bionda mentre accende la luce dell'acquario. E ogni giorno quando la luce si accende nell'acquario i pesci impazziscono.
La vegetariana ha letto le "istruzioni dell'acquario". Lei è della vergine e come tutti quelli della vergine è bravissima a leggere le istruzioni.
Sul libretto c'è scritto che la luce serve per creare l'effetto giorno, e che va accesa di giorno e spenta di notte. Così ogni mattina (tarda mattinata) viene acceso l'interruttore, ore e ore dopo l'effettivo sorgere del sole, e ogni sera, ore e ore dopo l'effettivo tramonto, viene spento. La bionda lo fa sempre all'ultimo momento, in modo sbrigativo, dicendo "tramonta il sole nel mondo dei puffi" (si, il mondo dei puffi.... lei trova una strana corrispondenza fra i puffi e il sonno...). La pittrice invece si dilunga in un cerimoniale molto più poetico, con versi nuovi per ogni sera.
La vegetariana è sempre preoccupata della temperatura dell'acqua: ogni volta che viene comincia a fare avanti e indietro con il bagno, trasportando brocche di acqua calda da aggiungere ai pesci. Un giorno di questi servirò brodetto.
L'acquario ha preso posto sulla vecchia macchina da cucire Singer, quella della nonna della vegetariana, quella antica, che le ragazze usavano come set fotografico (www.sfridos.com). Nel cassettino dei fili ora c'è il mangime. Tre mangimi diversi. Ovviamente solo la vegetariana sa a cosa servono. Le altre due usano sempre lo stesso. Sulle istruzioni c'è scritto che i pesci devono mangiare quello che riescono a mangiare in due minuti. Così lei si è messa col cronometro a controllare quanta doveva essere la dose.
La bionda in genere prende un pizzico di mangime e comincia a dire "sbrigati sbrigati" sperando di non trovare mai i pesci galleggiare per stenti.
Durante i giorni delle feste, c'era il grande problema della dose quotidiana. Nessuno si preoccupava che io fossi solo nel periodo più duro dell'anno... però facevano grandi dissertazioni sul fatto che i pesci non potessero stare senza cibo per più di ventiquattro ore. Così il giorno di Natale e a Santo Stefano, ho visto la bionda volare dentro di me, pizzicare alghe puzzolenti, e scappare dicendo "sbrigati sbrigati".
Poi per fortuna la vegetariana ha emesso l'oracolo del libretto delle istruzioni: i pesci possono stare anche cinque giorni senza mangiare. Così il trentuno di dicembre la bionda ha preso un bel pizzicone di alghe, ha aperto l'acquario e l'ha buttato dentro. Stavolta ha detto "fate pure con calma". Oh, quelli in due minuti avevano finito tutto....
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