sabato 29 gennaio 2011

perché rivangare il passato?


In questi giorni servo solo tisana. Almeno quando c'è la pittrice. Per la bionda di nascosto faccio un po' di tè nero... 
In torrefazione hanno preso la "tisana del buon sonno", che secondo Marcoddue è "una roba che ti sciacqua nello stomaco", ma secondo tutti gli altri è buona. La pittrice è molto agitata in questo periodo, dorme male. Pare che abbia dei tormenti lavorativi. Si fa domande sul futuro, sulle modalità di espansione del suo mercato, sui galleristi... 
Ieri ha deciso di dare una svolta alla riflessione, cercando su internet dei concorsi di pittura. Ne ha trovato uno che le sembrava congeniale. A questo punto sono sorti i problemi. Il concorso richiedeva che si presentasse una recensione breve, e che si allegasse alla domanda il curriculum vitae. La pittrice non ha un buon rapporto con l'informatica, che chiama genericamente "internet", e ha lasciato gran parte dei suoi files nel computer di Mimmo, il suo ex ragazzo, col quale conviveva fino a un anno e mezzo fa. 
La recensione è stata copiata da uno scritto della sua gallerista, ma il curriculum vitae non poteva essere trascritto in coda, andava allegato.
Allora la pittrice apre una cartella, e la chiama CV. Lei è bravissima ad aprire cartelle. A riempire cartelle. A mettere cartelle dentro cartelle. Ma stavolta...  non riesce a scriverci dentro. Comincia a cercare fra i files del suo computer ( che sono tutte foto) "qualcosa di scritto". L'unico che trova è la domanda di partecipazione a un viaggio in Kurdistan che farà a Marzo, in occasione del capodanno curdo. Decide di allegare quella. Effettivamente è scritta. Poi, affranta dalla stanchezza e dallo sconforto spegne il computer e chiama la vegetariana, considerata il guru informatico. 
Le chiede "Perché non mi fa scrivere nella cartella?".
La vegetariana molto pazientemente le spiega che la cartella è un contenitore di files, e che è sul file che dovrebbe scrivere, non nella cartella. Continua, con tono fermo e narrativo, dicendo che per comporre un file scritto c'è bisogno di un programma che si chiama Word "Lo apri Word?"
La pittrice cade dalle nuvole "Ma... in che senso?"
"Nel senso che si apre da te Word? cel'hai?"
"Dove dovrebbe essere?"
"E' acceso il tuo computer?"
"Noooooooooooo. Ora sono troppo stanca. Poi ci provo" e continua, raccontandole di aver allegato la partecipazione al viaggio in Kurdistan al posto del CV. La vegetariana sta un poco in silenzio e poi le consiglia caldamente di raccontare il tutto alla bionda.
La bionda finita la narrazione, ha ormai le lacrime agli occhi. Ma non perde il suo spirito sostenitivo: "Beh certo! Quello è un progetto! Alla fine cosa conta di più? Quello che vorrai fare! Sei una pittrice! E' importante che i pittori raccontino quello che accade nella società. Perché rivangare il passato? Il CV è passato. Pensiamo al futuro, che il presente è già tanto precario... Io allegherei anche i bozzetti per la decorazione di casa tua. Che farai se ti daranno i soldi per comprare le vernici. Certo, se non dormi perché sei agitata per il lavoro, poi sei stanca e non puoi fare la decorazione. Invece se loro ti fanno fare il concorso... E gli direi anche del corso di danze popolari che vuoi fare quest'estate. La danza è espressione corporea. E' importante che una pittrice abbia una buona espressione corporea".
Sono tutti progetti, no? Alla fine cosa conta di più nella vita di una persona, se non i suoi obbiettivi?

lunedì 24 gennaio 2011

l'avvocheto

Oggi le ragazze sono arrivate tardi, hanno pranzato dalla pittrice. 


L'altra sera c'è stata una cena a casa sua e Michelona ha portato una gigantesca mozzarella di bufala, una torta di crema, "il prosciutto tondo e quello a forma di lingua". Così li ha descritti la pittrice quando ha invitato la bionda a smaltire gli avanzi. 


Nulla di strano, pensando che fino a pochi mesi fa pensava che gli hamburgher fossero delle fette di uno strano animale fatto a salsicciotto. Ma d'altra parte a lei il prosciutto rosso non piace... le piace quello rosa.... pittori!
Verso le tre sono arrivate con un bodiccio (termine velletrano per indicare un pacchetto ripieno di cibo) destinato a Tommy, il mio vicino. 
Da quest'estate si è instaurato un sodalizio fra le mie ragazze e un giovanotto che abita al palazzo affianco, non quello arancione, quello dietro. Sì! Il palazzo della nonna dei mobili!
Era un po' che l'avevano notato. Effettivamente è un bel ragazzo. La prima a segnalarne la presenza è stata la cugina della pittrice. Così abbiamo cominciato a prendere nota degli orari di passaggio, della posizione della macchina, dell'abbigliamento e poi abbiamo fatto il gioco dei mestieri: in base ai dati raccolti ipotizziamo il mestiere del soggetto esaminato. Il caro vicino era decisamente un avvocato!
Ci sono voluti alcuni mesi prima che l'avvocato rivolgesse la parola alle tre dolci pulzelle. Il primo punto di contatto è stato con la pittrice, mente lei china cercava sotto le macchine un portabanconote del povero Mau.
Piano piano ha cominciato a salutare, e poi a chiacchierare. Nel giro di poche settimane, l'avvocato faceva la spesa con la pittrice, giocava a tennis con lei, prendeva il te da me, organizzava gite fuori porta e apriva la sua casa. Nell'arco di sei mesi è diventato parte integrante dell'organico del mio staff, tanto che ha deciso di devolvere parte dei suoi buoni pasto ad Onoris causa. In cambio ha "preteso" assistenza "ventiquattro ore su ventiquattro", e un pasto caldo ogni volta che torna dalla corsa e ha il frigo vuoto. 
Sono un suo punto di riferimento. Come lui lo è per le mie ragazze. E' venuto da me quando si è innamorato della sua insegnante di DJset, quando ha deciso delle sue vacanze, quando l'hanno assunto a tempo indeterminato. (ovviamente non è avvocato...) 



mercoledì 19 gennaio 2011

street style

Ieri sono tornate le mie ragazze. Erano un po' di giorni che mancavano... La pittrice prima è partita per Orvieto, poi ha deciso di lavorare a casa con Ori il cane del liutaio, perchè stare con me da sola le metteva tristezza. La verità è che se non mi scaldano tutti i giorni, sono molto umido, infatti la bionda si è ammalata la settimana scorsa. Nonostante avesse acceso la stufetta, nonostante avesse spostato mobili per tutto il pomeriggio, nonostante si fosse messa il poncho sopra gli altri due maglioni, era lì, alla scrivania, che dipingeva e batteva le brocchette.
La febbre l'ha tenuta a casa, e poi è partita con la vegetariana. Sono andate ad Amsterdam.


No, dico, parliamone. A distanza di un mese questa mi è andata ad Amsterdam due volte. Si, va bene, la prima era per lavoro. Si va bene, la città era così bella che andava visitata più approfonditamente. Si va bene "voglio vedere il Museo Van Gogh", ma c'è la mostra a Roma da tre mesi e non ci hanno neanche messo piede... Ok, io sarò solo un laboratorio di periferia, ma a me non me le racconti le fregnacce regazzina! 
In un laboratorio locale la vegetariana si è comprata un anello "così sfridos!", poi ha deciso di tornarci pure, stavolta a settembre.
E andiamo! c'è qualcosa che mi dovete dire? La conclusione più facile sarebbe che queste due sono diventate delle fattone, e che vanno a drogarsi in Olanda. Ma io le conosco. Quelle invece di infilarsi nei coffeshop, come i ragazzi normali, si sono battute tutti i negozietti di Jordaan.


Lo so io, lo so, che vogliono fare! Mi vogliono lasciare! Vogliono andare a vivere lì!
Ohhhh! Cel'ho pur'io i tulipani nei vasi, ce li avete messi voi! Cel'ho pur'io la carta da parati anni '70: avete tappezzato tutti i miei mobili così! Cel'ho pur'io la bicicletta: mi avete piantato Orietta in mezzo alle balle per mesi, senza mai usarla, e ora "che bella Amserdam, che si gira in bicicletta!". Alzate il culo e usatela 'sta bicicletta!


Poi il colmo è stato quello là, Marcoddue. La bionda era rientrata da cinque minuti e lui si è affacciato, ha buttato il naso dentro col suo fare inquieto e ha detto "oh, voja de lavorà saltame addosso: è una settimana che passo e non trovo mai nessuno". Oh io c'ero. I pesci c'erano. Non siamo nessuno! Comunque: la bionda ha abbassato lo sguardo, ha sorriso, e ha detto "è vero, siamo state un po' fuori". Poi lui ha continuato dicendo "ma questo modello da uomo? quando arriva?" e lei "eh, devo prima chiudere questo specchio, questa cassettiera, e poi mi ci metto. Ho pensato molto a quello che mi hai detto. Dei bulloni... le viti... Solo che quella borsa che ho fatto per te... non è un po' triste?". Lui ha alzato il suo sopracciglione col piercing e le ha detto "quella borsa non è affatto triste, è che a te manca lo street style".


Ecco. Zitto devi stare. Zitto! Quella ce la giochiamo così. A forza di cercare lo street style mi si trasferisce ad Amsterdam!

martedì 11 gennaio 2011

due minuti

"Sorge il sole nel mondo dei pesci" recita ogni giorno la bionda mentre accende la luce dell'acquario. E ogni giorno quando la luce si accende nell'acquario i pesci impazziscono.
La vegetariana ha letto le "istruzioni dell'acquario". Lei è della vergine e come tutti quelli della vergine è bravissima a leggere le istruzioni.
Sul libretto c'è scritto che la luce serve per creare l'effetto giorno, e che va accesa di giorno e spenta di notte. Così ogni mattina (tarda mattinata) viene acceso l'interruttore, ore e ore dopo l'effettivo sorgere del sole, e ogni sera, ore e ore dopo l'effettivo tramonto, viene spento. La bionda lo fa sempre all'ultimo momento, in modo sbrigativo, dicendo "tramonta il sole nel mondo dei puffi" (si, il mondo dei puffi.... lei trova una strana corrispondenza fra i puffi e il sonno...). La pittrice invece si dilunga in un cerimoniale molto più poetico, con versi nuovi per ogni sera.


Sulle istruzioni c'è anche scritto di non battere col ditino sulle pareti dell'acquario per non turbare i pesci, dato che l'acqua amplifica il rumore. Ma non viene fatta menzione alcuna per la macchina da cucire o il martello. Così nessuna si fa problemi a fare rumore al di fuori dell'acquario. Forse anche io voglio un libretto di istruzioni.
La vegetariana è sempre preoccupata della temperatura dell'acqua: ogni volta che viene comincia a fare avanti e indietro con il bagno, trasportando brocche di acqua calda da aggiungere ai pesci. Un giorno di questi servirò brodetto.
L'acquario ha preso posto sulla vecchia macchina da cucire Singer, quella della nonna della vegetariana, quella antica, che le ragazze usavano come set fotografico (www.sfridos.com). Nel cassettino dei fili ora c'è il mangime. Tre mangimi diversi. Ovviamente solo la vegetariana sa a cosa servono. Le altre due usano sempre lo stesso. Sulle istruzioni c'è scritto che i pesci devono mangiare quello che riescono a mangiare in due minuti. Così lei si è messa col cronometro a controllare quanta doveva essere la dose.
La bionda in genere prende un pizzico di mangime e comincia a dire "sbrigati sbrigati" sperando di non trovare  mai i pesci galleggiare per stenti.
Durante i giorni delle feste, c'era il grande problema della dose quotidiana. Nessuno si preoccupava che io fossi solo nel periodo più duro dell'anno... però facevano grandi dissertazioni sul fatto che i pesci non potessero stare senza cibo per più di ventiquattro ore. Così il giorno di Natale e a Santo Stefano, ho visto la bionda volare dentro di me, pizzicare alghe puzzolenti, e scappare dicendo "sbrigati sbrigati".
Poi per fortuna la vegetariana ha emesso l'oracolo del libretto delle istruzioni: i pesci possono stare anche cinque giorni senza mangiare. Così il trentuno di dicembre la bionda ha preso un bel pizzicone di alghe, ha aperto l'acquario e l'ha buttato dentro. Stavolta ha detto "fate pure con calma". Oh, quelli in due minuti avevano finito tutto....