Le ragazze stanno allestendo una mostra di mobili rivisitati in stile anni '70.
Li hanno trovati quest'estate. Stavano riordinandomi e a un certo punto la bionda disse “ci vorrebbe una vetrina, per tenere le tazze, la teiera, la dispensa...”. Dopo di che andò a buttare l'immondizia e tornando vide degli omoni che trasportavano mobili vecchi dal palazzo accanto ad un camion. Chiese timidamente “ma li buttate quelli?” e gli omoni “si” e lei “no no, posso prendere questa vetrina?” “ma certo cara, così ce levi un po' de lavoro”. Sopraggiunsero anche la vegetariana e la pittrice... insomma la faccio breve, in capo a mezzora ero pieno di mobilacci vecchi. Li chiamavano mobili della nonna... ma la nonna di chi?
Per tre mesi i mobili sono rimasti accatastati un po' dovunque. Anche in bagno me li avevano messi. Una madia, una vetrina, un appendiabiti, un mobile da cucina, due sedie, un comodino, un tavolinetto, uno sgabello, una valigia, uno specchio enorme. La vegetariana era impazzita. Per due mesi non ha messo piede nei miei locali (grazie! Si è operata di alluce valgo!).
Un giorno Raul, chiamò la pittrice, per proporle di esporre a una collettiva, con tema “gli opposti” lei disse “certo! Ho giusto un quadro con una ragazza afgana e un altro con un soldato americano” (rasta aggiungo io...). Poi Raul propose alla pittrice una personale per dicembre, e lei temporeggiò. Allora la bionda disse “chiedigli se vuole mobili”. A Raul i mobili andarono benissimo e così in capo a due mesi, le ragazze si sono ritrovate a restaurare, sverniciare, ridecorare. Nel frattempo hanno scoperto che la proprietaria dei mobili non era una nonna venuta a mancare, ma una signorina (anziana ma signorina) trasferitasi in una casa di cura. La presunta nonna dunque è ancora viva.
Il capo degli effef ha avuto il compito di ripristinare il corretto funzionamento di sportelli e ripiani: cerniere, chiodi, viti, parti marce da sostituire... è venuto già tre volte a fare il sopralluogo. Ogni volta ricomincia daccapo. Riguarda tutti i pezzi, segna delle cose su un foglietto, che mette nel portafoglio e poi perde regolarmente. La bionda si spazientisce. Ma insieme lavorano bene.
Oggi mentre andava via ha detto alla figlia di non tornare tardi che per cena avevano il calamaro ripieno. E la pittrice ha chiesto “ma ripieno di che?” lui ha cominciato a elencare: ”beh, di zampette, pan grattato, prezzemolo, aglio” e lei “ah, ripieno di prezzemolo!” e la bionda “si, ma anche di pan grattato, delle sue uova, delle sue interiora...di se”. E la pittrice ”ah. Pieno di se. Un calamaro sbruffone insomma”.
Meno male che la vegetariana ha due piedi.. se trovasse ancora un tal casino, potrebbe sempre usare la scusa di un'operazione al secondo - ed ultimo purtroppo - piede.
RispondiEliminaCome direbbe Giorgio: a Ono' ma le tue amiche che fanno pe' campa'?
RispondiElimina