giovedì 16 dicembre 2010

l'espansione e il senso di vuoto

Sono vuoto.
Non ho più i miei mobili. Non ho più le mie ragazze.
Sono fiero di loro, mi stanno portando da un'altra parte, lo so... ma ho come un senso di vuoto.
Ieri Marcoddue, il capo degli Effef, Mau, la bionda e la pittrice, hanno fatto il trasloco dei mobili per la mostra. Quattro macchine per otto pezzi. Tutti avvolti con carta bollinata (a me piace tanto quando la schiacciano) e con coperte. Ad aspettarli all'Extra c'erano la vegetariana e Raul, l'architetto che ospita la mostra.
Quando sono tornate erano euforiche. Finalmente rilassate. Finalmente sorridenti. Belle le mie ragazze!
Se ne sono subito scappate fuori e sono state al bar a mandare e-mail per 3 ore. Insieme a Marcoddue. Sono un po' geloso di Marcoddue.
Poi però sono tornate da me, e mi hanno pulito tutto, e ordinato, e hanno ricominciato a lavorare coi soliti ritmi. Hanno ritirato fuori le stoffe, ho rivisto la scrivania della pittrice... insomma mi hanno coccolato un po'.
Oggi non si vede nessuno. Stasera si cena fuori. Stasera anche Onorio esce.

domenica 12 dicembre 2010

mica te lo portano via!

Le ragazze stanno chiudendo i vari mobili per la mostra, c'è molto fervore, e molto casino. Praticamente sono tutto occupato. Portano mobili da una stanza a un'altra, da sopra a sotto, lamentandosi continuamente del freddo, dell'umido e... della polvere. Comunque ci siamo!
Ieri hanno sfruttato un momento di buona luce per fare un po' di foto, come al solito per strada (cfr www.sfridos.com). Portavano uno o due pezzi per volta avanti e dietro da un marciapiede all'altro in cerca di uno spicchio di sole. A un certo punto sono rientrate tutte, con le sedie, il Giallone, i cassetti, gli sportelli... tutto, tranne l'appendiabiti. Alchè la pittrice dice "corri corri, vallo a prendere, non lo lasciare fuori!" e Sara, che era venuta da me a prendere un caffè: "vabbè, calma! mica te lo portano via!"
Non te lo portano via?
NON TE LO PORTANO VIA?
Qualche mese fa le ragazze stavano dipingendo delle cassettiere di IKEA, a smalto. Per farle asciugare bene, le hanno lasciate tutto il pomeriggio all'aria, subito fuori dalla porta. Calata la sera, hanno continuato a lavorare dentro e hanno chiuso. Quando la bionda è uscta per salutare un ospite che era passato, non ha più trovato una cassettiera. Faccio presente che suddetta cassettiera era pesante. In due la portavano dentro e fuori.
La bionda era sbigottita. Non arrabbiata, nè disperata. Sbigottita! Chi mai poteva aver preso una cassettiera, neanche troppo asciutta? Com'era possibile che qualcuno l'avesse portata via? Eppure le persone del quartiere bene o male sanno che le ragazze dipingono...
La bionda allora ha chiamato Marti, mia precedente inquilina, che è rimasta sbigottita anche lei, e poi Tommy del clan degli effef, che si è stupito per la calma dimostrata in una situazione paradossale. Era sola, scioccata. Aleggiava un'aria surreale. Man mano che parlava con le persone si rendeva conto di cosa era successo: qualcuno aveva portato via un mobile di una cliente... All'arrivo della pittrice, verso le 22:00, era ormai consapevole e combattiva. Aveva un piano! "sai che facciamo? citofoniamo ai vicini! magari qualcuno avrà visto qualcosa."
Vanno insieme a suonare al palazzo arancione: "salve siamo le decoratrici qui accanto, volevamo sapere se" "è qui! è qui! è qui!" risponde una vocina. Le due si guardano e ricitofonano "no, scusi, siamo le decoratrici, oggi è successa una cosa" "è qui! è qu!i è qui!" "ridice la vocina. Una porta si apre e una bambina bellissima vestita di rosa corre loro incontro abbracciandole e baciandole. La mamma della bambina si affaccia e dice " il mobile è qui! L'abbiamo preso noi!" "come signora l'avete preso?" "era tanto bello" "si, grazie signora, ma è di una cliente. Non possiamo lasciarglielo" "eh, ma era tutto solo"(sembrava parlare di un cucciolo abbandonato) "si signora... si stava asciugando" "pensavamo lo steste buttando" ".... ma è nuovo... se vuole il colore lo abbiamo!" "si si! lo sappiamo che lavorate bene! abbiamo anche visto la cameretta di Paolo e Francesca!" "grazie. possiamo riprenderlo?" "certo! arrivederci!"
Mentre le due riportavano faticosamente via la cassettiera dalla casa dei vicini, alcune persone entrando nel palazzo chiedono "un trasloco? a quest'ora?"

martedì 7 dicembre 2010

il calamaro sbruffone


Oggi è venuto il capo del clan degli effef, il padre della bionda.
Le ragazze stanno allestendo una mostra di mobili rivisitati in stile anni '70.
Li hanno trovati quest'estate. Stavano riordinandomi e a un certo punto la bionda disse “ci vorrebbe una vetrina, per tenere le tazze, la teiera, la dispensa...”. Dopo di che andò a buttare l'immondizia e tornando vide degli omoni che trasportavano mobili vecchi dal palazzo accanto ad un camion. Chiese timidamente “ma li buttate quelli?” e gli omoni “si” e lei “no no, posso prendere questa vetrina?” “ma certo cara, così ce levi un po' de lavoro”. Sopraggiunsero anche la vegetariana e la pittrice... insomma la faccio breve, in capo a mezzora ero pieno di mobilacci vecchi. Li chiamavano mobili della nonna... ma la nonna di chi?
Per tre mesi i mobili sono rimasti accatastati un po' dovunque. Anche in bagno me li avevano messi. Una madia, una vetrina, un appendiabiti, un mobile da cucina, due sedie, un comodino, un tavolinetto, uno sgabello, una valigia, uno specchio enorme. La vegetariana era impazzita. Per due mesi non ha messo piede nei miei locali (grazie! Si è operata di alluce valgo!).
Un giorno Raul, chiamò la pittrice, per proporle di esporre a una collettiva, con tema “gli opposti” lei disse “certo! Ho giusto un quadro con una ragazza afgana e un altro con un soldato americano” (rasta aggiungo io...). Poi Raul propose alla pittrice una personale per dicembre, e lei temporeggiò. Allora la bionda disse “chiedigli se vuole mobili”. A Raul i mobili andarono benissimo e così in capo a due mesi, le ragazze si sono ritrovate a restaurare, sverniciare, ridecorare. Nel frattempo hanno scoperto che la proprietaria dei mobili non era una nonna venuta a mancare, ma una signorina (anziana ma signorina) trasferitasi in una casa di cura. La presunta nonna dunque è ancora viva.
Il capo degli effef ha avuto il compito di ripristinare il corretto funzionamento di sportelli e ripiani: cerniere, chiodi, viti, parti marce da sostituire... è venuto già tre volte a fare il sopralluogo. Ogni volta ricomincia daccapo. Riguarda tutti i pezzi, segna delle cose su un foglietto, che mette nel portafoglio e poi perde regolarmente. La bionda si spazientisce. Ma insieme lavorano bene.
Oggi mentre andava via ha detto alla figlia di non tornare tardi che per cena avevano il calamaro ripieno. E la pittrice ha chiesto “ma ripieno di che?” lui ha cominciato a elencare: ”beh, di zampette, pan grattato, prezzemolo, aglio” e lei “ah, ripieno di prezzemolo!” e la bionda “si, ma anche di pan grattato, delle sue uova, delle sue interiora...di se”. E la pittrice ”ah. Pieno di se. Un calamaro sbruffone insomma”.

sabato 4 dicembre 2010

l'ispettore Coliandro

Mentre le ragazze pranzavano, è passata Elisa, che sventolava in mano un trofeo: un pomodoro col riso! Veniva dall'ufficio. Era in uno stato visibilmente alterato. Ce l'aveva con una sua nuova collega, restauratrice, che aveva passato la mattinata a mostrare alle altre le foto della comunione della figlia, e si preparava a trascorrere la serata con l'ispettore Coliandro. Al di là dell'invidia momentanea, Elisa ne faceva una questione generazionale: non vedeva il motivo per cui una donna di quarant'anni, con un matrimonio alle spalle, dei figli già fatti, un divorzio superato, dovesse uscire con un trentenne, trattarlo da bamboccio e poi lasciarlo alle donne della generazione successiva, paralizzate dallo slittamento in avanti della vita attuale. Minacciava uno scavallamento: “allora veniamo a prenderci gli uomini vostri!” (quelli sulla quarantina).
La riflessione merita approfondimento.