Il lavoro nelle due sedi prosegue febbrile.
Le mie ragazze non si sono demoralizzate e stanno cercando di raccogliere i fondi per le mie cure.
La vegetariana e la bionda si barcamenano fra banchetti e ricerca di collaboratori. Hanno trovato due sarte con delle macchine potentissime, che dovrebbero velocizzare la produzione delle borse. Per ora si stanno solo concentrando tantissimo per razionalizzare quei procedimenti che loro facevano meticolosamente (riprendendo le misure settanta volte, mi permetto di dire io...).
Non le ho mai viste così provate, neanche sotto mostra. Sono arrivate a fare i cartamodelli con i cartoni delle scatole del trasloco, per andare incontro al volere delle sartine...
La pittrice invece sta preparando varie mostre. E non solo di quadri. Finalmente esporrà anche dei disegni montati su tavola. Ne vado molto fiero.
La prima delle mostre della stagione si è inaugurata lo scorso venerdì, al caffè letterario, in Via Ostiense 83: una lunga rampa, piena di quadri, della pittrice e di Ferdi.
Nei giorni passati io e la bionda abbiamo accompagnato la pittrice a scannerizzare i disegni e i quadri da Flavio, a Motesacro. Tutti tranne uno, quello che stava finendo, e che non riusciva a smettere di dipingere per quanto le piaceva. Alla fine l'ha portato alla mostra senza neanche fotografarlo.
All'inaugurazione c'erano tutte le mie ragazze, con amici vari, e con un fantastico concerto di due fricchettoni rasta di cinquan'anni che suonavano Bob Marley.
Insomma la faccio breve, la mattina dopo l'inaugurazione, Ferdi chiama la pittrice e le dice: "brava! hai venduto un quadro?" e lei: "no."
"come no? qui non c'è più il quadro del bambino con gli occhioni".
La pittrice inizia a piangere, con Ori che cerca di consolarla, ma nulla. Nulla sembrava poterla sollevare.
Nulla tranne la sua gallerista "ma vedi, è un fatto positivo! io lascio sempre la galleria aperta e i quadri dei famosi non se li ruba mai nessuno. Invece il tuo l'hanno preso subito! è un buon segno!"
Ma non era ancora abbastanza. La pittrice ha chiamato amici e colleghi per avvertire del funesto evento.
La notizia fa il giro dell'ambiente, tanto che Linda, amica pittrice la chiama entusiasta "Cara! che bello! io ci pensavo sempre! Magari rubassero un mio quadro! Mi dicevo -pensa quando fra anni, ruberanno un mio quadro! è un onore!- Cara! è sempre un onore!".